Oltre i muri

Oltre i muri

Sentieristica, pavimentazioni, opere idrauliche, bioedilizia

L’arte della pietra a secco tutelata da Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità, sebbene molto spesso ridotta ad “arte dei muretti a secco”, non riguarda solo ed esclusivamente le tecniche costruttive dei muri a gravità, divisori o a terrapieno. 

L’ampio patrimonio di tecniche e saperi comprende anche una moltitudine di diversi impieghi della pietra a secco: mulattiere e sistemazioni sentieristiche, pavimentazioni, tetti, opere idrauliche, edifici rurali, tecniche di bioedilizia e altro ancora. 

I sentieri sono delle linee irregolari intersecate fra loro
che si adattano alle superfici che attraversano.
Servono essenzialmente per collegare luoghi più o meno distanti
e vengono percorsi da camminatori e viaggiatori.

Manutenzione dei sentieri

La rete sentieristica italiana rappresenta un patrimonio unico del nostro territorio e ha bisogno di interventi di rinnovamento considerata l’età dei manufatti.
I luoghi sono spesso impervi ed accessibili solo a piedi e il materiale da costruzione è da valorizzare tra quello presente in loco. Anche le soluzioni abitative durante il cantiere sono spesso non comuni e necessitano di spirito di adattamento.
Nell’atto di progettare un rinnovamento di un tratto di sentiero riteniamo necessario occuparci anche delle piante presenti facendo affidamento su figure professionali qualificate.

Il nostro approccio è quello di progettare l’intervento secondo le tecniche tradizionali, sempre in concerto con gli enti e le professionalità che tutelano questa speciale viabilità.

 

  1. Muri a secco a sostegno, protezione o delimitazione del sentiero 
  2. Selciati in pietra
  3. Sistemazioni idrauliche 
  4. Manufatti particolari (sedute, fontane, ecc.)
  5. Interventi forestali

 

Opere orizzontali

Pavimentazioni in pietra: selciati, acciottolati e lastricati

Le pavimentazioni in pietra senza l’utilizzo di legante sono una tecnica ampiamente diffusa fin dall’antichità e molte strade, sentieri e piazzali usati sia per il traffico pedonale che veicolare sono tuttora così costruiti. Tale tipologia costruttiva è drenante ed elastica e tiene sempre conto della regimazione delle acque con la sua pendenza.  La struttura consiste in 4 strati (suolo, massicciata, strato di allettamento, rivestimento lapideo) di diverso spessore a seconda della destinazione d’uso e la progettazione è descritta dalla norma UNI 11714-1. A seconda del rivestimento lapideo utilizzato, la pavimentazione sarà un selciato (sasso irregolare a spigoli vivi), un acciottolato (sasso irregolare smussato) oppure un lastricato (lastra di pietra). 

 

  1. Pavimentazioni per esterni (piscine, piazzali, bordure…)
  2. Strade e viottoli
  3. Restauro di pavimentazioni antiche

 

Opere idrauliche

Gestione delle acque sui pendii

Lo scorrere dell’acqua, soprattutto in paesaggi molto acclivi, è uno dei principali elementi di dissesto idrogeologico, perdita di fertilità e degrado delle strutture presenti. La gestione è un elemento molto importante non solo per mitigare i danni ma anche per interpretare l’acqua come una risorsa tramite il suo stoccaggio.
In passato le comunità erano solite investire la maggior parte delle energie per la gestione di questo elemento e spesso l’approccio era di tipo sistemico sul territorio. Nel contesto del paesaggio rurale agricolo la gestione dell’acqua consiste nel creare strutture per muovere l’acqua ed eventualmente raccoglierla e distribuirla.

 
  1. Manutenzione di pozzi
  2. Sistemi di raccolta
  3. Aquidocci e canali di derivazione

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